Allo stesso tempo, le nuove tecnologie stanno guadagnando slancio. La chimica a ioni di sodio emerge come un'alternativa promettente, con il potenziale per diventare competitiva in termini di costi con l’aumentare dei volumi e offrire prestazioni paragonabili all'LFP intorno al 2030. In parallelo, le batterie allo stato solido rimangono un'area interessante, con un'implementazione iniziale prevista nei veicoli premium e un'adozione più ampia probabile oltre il 2030.
È interessante notare che l'attenzione sull'LMFP (Litio Manganese Ferro Fosfato) sembra essere diminuita nell'ultimo anno, suggerendo uno spostamento del focus del settore verso altre tecnologie emergenti.
Un altro sviluppo notevole è il ruolo crescente dell'intelligenza artificiale lungo l'intera catena del valore delle batterie. L'IA viene già applicata in aree come il design delle celle, la produzione e l'ottimizzazione delle prestazioni, e la sua importanza è destinata a crescere con il continuo scalo del settore.
Al di là degli sviluppi tecnologici, ci sono anche segnali chiari dal punto di vista commerciale. Sebbene l'Europa abbia forti capacità nello sviluppo delle celle, la scalabilità della produzione dal laboratorio alla produzione su larga scala rimane una sfida. Il rafforzamento delle collaborazioni con attori consolidati, in particolare in Asia, è visto come un modo per accelerare i progressi.
Uno spostamento verso soluzioni guidate dalle applicazioni
Nel complesso, il settore si sta muovendo verso un panorama più complesso e dinamico, dove molteplici chimiche coesistono e le decisioni sono sempre più guidate dalle esigenze applicative.Piuttosto che concentrarsi su un'unica tecnologia "vincente", la chiave sta nel selezionare la soluzione giusta per l’applicazione giusta.