White Paper | NMC vs LFP: sicurezza delle batterie

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NMC e LFP sono due chimiche agli ioni di litio molto diffuse. Differiscono per prestazioni e si comportano in modo diverso durante un evento termico catastrofico. Questo white paper espone i fatti sul loro comportamento in termini di sicurezza e si propone di offrire una visione equilibrata.  L'analisi esamina cosa determina realmente la sicurezza di una batteria, e perché la risposta risiede nell'architettura del sistema, non nella sola chimica. Scarica il nostro ultimo white paper per saperne di più.
White paper
NMC e LFP differiscono per un solo componente: il materiale dell'elettrodo positivo. L'elettrodo negativo, l'elettrolita e il resto della cella sono identici. Confrontare le due chimiche significa quindi confrontare i materiali dell'elettrodo positivo.

La domanda

Entrambe le chimiche condividono lo stesso elettrodo negativo, lo stesso elettrolita infiammabile e lo stesso punto di innesco della fuga termica. La domanda è quindi se sia la chimica in sé a determinare la sicurezza di una batteria. Il white paper conclude che non è così, almeno non da sola.


Risultati principali

  • NMC raggiunge una fuga termica più intensa.
  • LFP emette circa dieci volte più fluoruro di idrogeno (HF) per kWh.
  • In caso di incendio viene rilasciata la stessa energia totale.

Cosa significa

Entrambe le chimiche subiscono una fuga termica, con caratteristiche diverse. Le misure di sicurezza attive e passive che la prevengono e la contengono sono le stesse per entrambe. La sicurezza di una batteria è determinata dall'intera architettura di sistema, non dalla sola chimica della cella.

↓ Scarica il white paper (PDF)


Un ringraziamento speciale alla nostra autrice, Anna Tomsic, PhD, Battery System Engineer presso Micropower Group.

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